Avevo commesso l’errore più grande della mia vita pronunciando quelle maledette parole trattenute da troppo tempo per essere vere. Non mi resi conto di quello che uscì dalla mia bocca fino al momento in un non potei più ricacciare dentro quelle bugie e baciare il silenzio fra di noi. Mi avevi tolto il respiro ma non abbastanza da togliere il rancore e l’odio che solo dopo ha avuto senso, spazzando per un secondo il dolore di non averti più accanto e sfiorare la tua pelle che mi bruciava le dita e il cuore.

Impresso nella pelle sento ancora il tuo odore e il vuoto che ha lasciato la tua mancanza nel mio cuore. Mi chiedo come sia possibile e forse non dovrei dirtelo ma non so rispondere. Ho solo risposte sbagliate a tutte queste domande che mi distruggono, non ho più te in mezzo a questo casino. Ho la tristezza della tua eterna lontananza e il rimorso di non averti baciato un’ultima volta dopo tutte le parole che ci siamo detti pensando di rendere le cose più facili, distruggendoci per sentire meno l’addio che era già stato scritto. Ti ho salutato nell’unico modo in cui sono capace, odiando il modo in cui ti ho sempre amato perché sapevo che ti avrei perso senza mai ritrovarmi.

Ci sono cose che non potrò mai avere indietro ma che resteranno eternamente presenti e ci sei tu che, in qualche modo, rimani incastrato fra le mie gioie e i miei dolori come se ti avessi accanto.

Mentre altre mani mi ripassavano i solchi delle tue fui avvolta dal disagio e la tristezza di non averti accanto e non sentire ancora le tue dita che cancellavano le mie insicurezze passando sopra le ferite di una vita. Dimmi, Amore, dove sono le labbra tue quando ne ho bisogno, dimmi dove sei, dimmi che mi ami mentre tutto crolla e ti immagino abbracciato a me per sentire meno male. Dimmi il senso di tutte le cose che non ce l’hanno.

Il mondo ci remava contro perché ci temeva. Due come noi non possono stare vicini e neppure lontani, eravamo fuoco e scintille, eravamo un terremoto che ti scombussola il cuore e ti fa piangere fino a farti venire voglia di ridere, eravamo tutto, eravamo niente. Ti distruggevo con la stessa delicatezza con cui lo facevi tu, senza accorgerci che ci facevamo male così male da sentirci bene insieme. Due anime unite da un vuoto, due anime legate dalla tristezza e la condanna di non sentirsi mai abbastanza, due anime destinate a possedersi per tutta la vita.

Mi facevi perdere il controllo delle emozioni così che non sono riuscita ad odiarti, così tanto da amarti in quel modo distruttivo che mi ha fatto perdere l’autostima, la sicurezza e una parte di felicità che ti tieni stretto stretto per sussurrarmi quello che avrei voluto dirti per tutta la vita, per confermare che esiste l’amore perché finalmente ho capito che sei tu.

Erano i tuoi sorrisi che si riflettevano in me, era il tuo modo di guardarmi, quella tua risata fastidiosa che ora mi manca, erano i tuoi occhi profondi che mi spogliavano, erano le tue parole che mi pungevano come spine nel cuore, la tua sincerità e il mio caratteraccio che facevano la guerra mentre i nostri sguardi facevano l’amore. Erano le nostre mani intrecciate in quell’amore strano che ci distruggeva e distruggeva il mondo come un uragano fino a sentirci vuoti dopo la fine.

Mi sentivo protetta fra le sue braccia che mi incastravano e mi facevano sentire tanto piccola sotto di lui. Le sue mani mi scorrevano su per la schiena mentre le sue labbra mi consumavano, infuocando i nostri occhi pieni di voglia di possederci. Lo volevo e lo sentivo muovere sopra di me con la stessa voglia, mi aveva aspettata, mi aveva detto, e al suono di quelle parole uscite da quella bocca che da tanto desideravo sentire calda e dolce su di me, mi arresi ancora e lo baciai come non avevo baciato nessuno, come se non dovessi essere da nessun’altra parte se non con lui. Sentivo la sua lingua che toccava la mia senza pudore, spazzando via dalla punta tutte quelle parole che mi tormentavano, mi rubava l’ossigeno e gemevo per recuperarlo mentre i nostri respiri si facevano sempre più affannati e insaziabili dopo aver assaggiato il sapore delle cose belle destinate a finire prima di poterle fermare.

Parlavo ancora di lui e quando non trovavo nessuno con cui parlarne ne parlavo da sola, immaginandolo. Immaginando il suo sorriso vedendomi parlare da sola, immaginando le parole che mi avrebbe detto se fosse ancora qui. “Sei fuori di testa” “dovresti andare da uno psichiatra” e cazzo, quando mi mancavano quelle parole e quanto, quanto cazzo mi mancava quella bocca da cui uscivano, per baciarla ancora, sentire il sapore della felicità, sentire il sapore della mia vita. Avrei dato tutto per averlo indietro ma nonostante tutti gli sforzi sapevo che niente e nessuno me l’avrebbe ridato anche solo per una volta. Fa ancora male accettare di non poter far niente di fronte a tutto questo dolore, tanto da non sentire più niente ma non lasciar mai perdere definitivamente.

Le tue labbra erano così perfette che mi facevano piangere e quelle dolci parole che uscivano dalla tua bocca mi pugnalavo fino a farmi innamorare ancora, innamorarmi per sempre di te.